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| Riporto questo brano tratto dal sito del mio amico Ugo. Penso che questa lettera racchiuda in se quello che sento io e quello che sente chiunque viene colpito dal mal d'Africa.
Questa è una lettera scritta da mio figlio Marco mentre si trovava in vacanza a Watamu nel Febbraio del 2002 e indirizzata ai suoi amici in Italia. L'ho ritenuta talmente bella e piena di significati che ho deciso di pubblicarla
Watamu, 7.2.2002
Odori, rumori, colori, tutto è come l'avevo lasciato. Torno qui sempre con la paura di trovare qualcosa di cambiato, invece l'unica cosa che cambia siamo noi. Tomo qui come se ritornassi a Casa dopo tanto tempo, la sento come una liberazione, e forse il mal d'Africa è proprio questo, un desiderio di ritorno in questo Paese, un ritorno alle origini. Dopotutto si dice che il mondo sia iniziato qui, che la vita sia iniziata da queste parti, che l'Eden, se mai è esistito, si sarebbe trovato a questo punto della terra.
Ecco cos'è questo male; l'attesa che inizia dopo la partenza, e non ti lascia fino a che non la sazi rientrando a Casa.
Caldo. Opprimente. Respiri solo un refolo di vento, che decide di consentirti di farlo. Dimentichi i vestiti pesanti, e capisci perché una volta ci si copriva solo della propria pelle.
La Notte. Avvolgente. Non vedi al di là del tuo naso, ma non ne hai bisogno, Sei guidato dai suoni dell'oscurità, ed il non vedere ti aiuta a pensare....
Emozioni. Fortissime. Puoi raccontare qualcosa di particolare anche solo dopo una passeggiata di mezz'ora. Pensi a quando lo dirai ai tuoi amici, ma subito dopo ti accorgi che non capirebbero.
Emozioni che vorrei trasmettere a voi, che da qualche tempo siete parte integrante della mia vita. Ma si può trasmettere un’emozione? Non scherziamo, potrei parlare per ore ed incuriosirvi, forse coinvolgervi, ma non farvi capire.
Semplicemente vorrei che voi foste qui a condividere con me ciò che non riesco a comunicarvi con le parole.
Voi mi date affetto a modo vostro, il mio modo sarebbe questo: dividere queste sensazioni con voi, farvi partecipi della mia felicità.
Forse, un giorno o l'altro, ci riusciremo a vivere queste stesse suggestioni, per adesso mi accontento di sapere che voi ci siete, in ogni caso……..
Vi voglio bene Marco
Ada ya mja hunena, muungwana ni kitendo ("gli uomini comuni parlano, gli uomini onorevoli agiscono")
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